"Torno a casa prima che faccia buio": dal "non andare al cinema né prendere un caffè" alla paura che segna la vita a Ceuta
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"Torno a casa prima che faccia buio": dal "non andare al cinema né prendere un caffè" alla paura che segna la vita a Ceuta

SAPO Notícias9 settembre 2026 alle ore 11:11

A quasi sei settimane dall'attraversamento di circa 80 mila migranti al confine di Tarajal in sole 48 ore, Ceuta continua a cercare di adattarsi alle conseguenze di una crisi migratoria e umanitaria senza precedenti. La città spagnola nel nord Africa ha vissuto un'invasione massiccia che ha sovraccaricato le autorità locali e ha trasformato la vita quotidiana dei suoi residenti.

La popolazione di Ceuta ha iniziato a vivere nella paura, in contrasto con la normalità precedente alla crisi, quando gli abitanti potevano andare al cinema o prendere un caffè senza preoccupazioni. Le strade della città hanno subito cambiamenti significativi, e molti residenti hanno iniziato a limitare i propri movimenti, tornando a casa prima del tramonto.

La situazione ha creato sfide umanitarie complesse per le autorità spagnole, che hanno dovuto gestire un flusso migratorio di dimensione straordinaria in un territorio limitato. Ceuta, in quanto enclave spagnola in territorio marocchino, si trova ad affrontare le conseguenze di un confine poroso e delle dinamiche migratorie nel nord Africa.

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