Il prezzo del petrolio Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, riflettendo le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran. La quotazione è tornata a superare la soglia simbolica delle tre cifre in un contesto di crescente instabilità nella regione del Medio Oriente.
Le forze nordamericane hanno distrutto cinque petroliere iraniane, il che ha provocato una forte risposta da parte di Tehran. In ritorsione, l'Iran ha lanciato missili contro la Giordania, aggravando ulteriormente il conflitto tra i due paesi e aumentando il rischio di un'escalation militare nella regione.
Lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti del mondo per il trasporto di greggio, rimane praticamente chiuso da febbraio. Questa situazione ha causato significative perturbazioni nel commercio internazionale del petrolio e sollevato preoccupazioni sull'approvvigionamento energetico globale.
La combinazione di questi fattori — distruzione di petroliere, attacchi missilistici e chiusura dello Stretto di Hormuz — ha creato un ambiente di elevata tensione geopolitica che ha spinto i prezzi del petrolio in tutto il mondo.



