Un giovane di 25 anni, rinchiuso in un carcere in Rio Grande do Sul, è stato condannato a restituire all'INSS gli importi pagati a titolo di pensione di reversibilità da febbraio 2025 al compagno di sua madre, che è stata assassinata. Il ragazzo, autore confessato del reato, attende il processo per l'omicidio della madre davanti alla Corte d'Assise.
L'INSS ha intentato un'azione regressiva contro l'imputato per riscuotere l'importo che era già stato speso per il pagamento della prestazione lasciata al partner della vittima. Il padre del giovane ha riferito che il figlio si trova in regime di detenzione, senza condizioni economiche né reddito per assumere un avvocato, pertanto un difensore d'ufficio è stato nominato per rappresentarlo nel processo.
La giudice che ha esaminato l'azione regressiva ha ritenuto che, sebbene il giovane non sia ancora stato sottoposto alla Corte d'Assise, le prove prodotte nell'indagine penale sono sufficienti per dimostrare la materialità dell'omicidio e la sua paternità. L'inchiesta di polizia è stata avviata per indagare sulla scomparsa della donna.




