La violenza contro i giornalisti continua a essere un problema globale, con almeno 129 professionisti della comunicazione morti in tutto il mondo durante l'anno 2026. L'articolo suggerisce che esiste un filo conduttore tra questi omicidi: l'intenzione di silenziare la copertura di attività illegali o controverse.
In zone di conflitto come l'Ucraina, i giornalisti sono stati uccisi durante attacchi aerei. Il caso del consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul, dove Jamal Khashoggi fu assassinato, è menzionato come esempio di crimine contro la libertà di stampa. In Messico, membri del narco avrebbero eliminato giornalisti che avevano esposto le loro attività criminali.
L'articolo riferisce anche che durante le manifestazioni legate alla crisi di Ceuta, professionisti della comunicazione sono stati violentemente attaccati da elementi che hanno approfittato delle proteste. La pubblicazione suggerisce che gruppi di estrema destra considerano che il giornalismo, la libertà di espressione e il diritto a un'informazione libera e veritiera rappresentino una minaccia ai loro intenti violenti sotto la maschera di manifestazioni pacifiche.




