L'articolo affronta la relazione tra la democrazia contemporanea e la crescita dei discorsi populisti, argomentando che la politica si è trasformata in una gestione permanente dell'urgenza in molti casi. Il testo mette in discussione l'attenzione focalizzata sull'innovazione senza una riflessione chiara sui suoi obiettivi concreti.
L'autore osserva che, frequentemente, vengono annunciate soluzioni politiche senza che vi sia una visione chiara del futuro per orientare queste decisioni. Questa assenza di direzione permette ai cittadini di sentire che le scelte vengono fatte sulle loro vite, ma raramente con la loro partecipazione effettiva.
Questo fenomeno crea uno spazio di distanza e frustrazione tra i cittadini e i processi democratici. È proprio in questo contesto di alienazione politica che i discorsi populisti trovano terreno fertile per svilupparsi e attirare adepti.




