Il Nó do Caniço, a Madeira, dovrebbe essere completato in ottobre, dopo un intervento che il Governo Regionale descrive come "inedito" in Portogallo, con circa 30 milioni di euro investiti nella rete stradale di Santa Cruz. Tuttavia, per chi attraversa quel punto quotidianamente, la parola che meglio descrive l'opera non è "inedita", ma piuttosto interminabile.
L'intervento si è trascinato per anni, in una sequenza di avanzamenti e ritorni difficili da giustificare. Corsie che aprivano e tornavano a chiudersi, deviazioni che cambiavano settimanalmente e aggiustamenti che emergevano man mano che i problemi apparivano. Il Caniço è una delle zone di maggiore crescita di Madeira, con migliaia di persone che dipendono da quel collegamento per lavorare, portare i figli a scuola o accedere alle cure sanitarie.
L'articolo mette in discussione il modo in cui l'opera è stata condotta e presentata. La descrizione come "conquista inedita" ignora l'esperienza reale di chi vi è passato durante anni. Le due rotonde, l'ampliamento dell'impalcato e una seconda corsia in uscita sono miglioramenti necessari, ma l'articolo si chiede perché non siano stati inclusi nel progetto iniziale.
L'autore conclude che un'opera pubblica ben pianificata non dovrebbe necessitare di così tante correzioni lungo il percorso, sostenendo che sono necessari studi rigorosi, progetti completi prima dell'inizio e un'adeguata supervisione. Fa appello affinché le prossime opere nella Regione vengano eseguite con una migliore pianificazione e rispetto per il tempo che i cittadini perdono nel traffico.




