La SAD del Benfica ha registrato profitti di 19 milioni di euro nell'ultima stagione, una riduzione del 44% rispetto all'anno precedente, a causa dell'assenza del Mondiale per Club e di una prestazione inferiore in Champions League. Il passivo ha superato i 500 milioni di euro, ma il vice presidente Nuno Catarino ha sottolineato che è stata la prima volta che l'attivo ha superato i 650 milioni di euro, e che la situazione netta è migliorata. I capitali propri si attestano a 135 milioni di euro, o 180 milioni se si conta la Benfica Estádio.
La mancata qualificazione per la Champions League rappresenta una perdita di circa 30 milioni di euro in entrate, che il Benfica intende colmare senza ricorrere alla vendita di giocatori. Nuno Catarino ha spiegato che dovranno trovare circa 20 milioni di euro in aree non sportive, contando sulla capacità di assorbire questo shock attraverso i capitali propri. Escludendo le transazioni di giocatori, il club ha registrato una perdita operativa di 15 milioni di euro.
Il Benfica ha lanciato una petizione per fermare il processo di centralizzazione dei diritti televisivi, ammettendo che potrebbe procedere in tribunale. Nuno Catarino ha avvertito che "ci sono elementi che possono configurare cose come l'espropriazione", riferendosi agli investimenti fatti in Benfica TV e al rischio che gli abbonati si ritrovino con un prodotto mutilato. Il club cita come esempi negativi la Serie A e l'Eredivisie, che sono entrate in declino dopo aver centralizzato i diritti.
Il Benfica ha ribadito la sua identità di club di massa, con quasi 50 mila Red Pass e l'obiettivo di mantenere prezzi accessibili. Nuno Catarino ha dichiarato che "il Benfica è un prodotto del popolo e vogliamo che continui", spiegando che circa il 70-80% dei Red Pass non ha subito aumenti, e che la capacità è stata aumentata principalmente con posti più economici. Il nuovo contratto con NOS, che inizia quest'anno, dovrebbe tradursi in un miglioramento delle entrate televisive.




