Le elezioni del 2022 sono state caratterizzate da un'intensa polarizzazione tra Lula e Bolsonaro, configurandosi come una disputa combattuta in trincee opposte. Da un lato, i sostenitori di Lula hanno promesso di difendere la democrazia; dall'altro, i difensori di Bolsonaro vedevano la sua elezione come un percorso verso politiche moralmente conservatrici e verso la sconfitta delle "sinistre". Gli altri candidati sono stati trascinati dalla polarizzazione e, al ballottaggio, sono stati costretti a scegliere uno dei due lati.
Bolsonaro, presidente e candidato alla rielezione, ha raggiunto un risultato senza precedenti nel periodo post-redemocratizzazione: non è riuscito a rinnovare il suo mandato per una piccola differenza di voti, in una delle elezioni più competitive della storia recente del paese.
Quattro anni dopo, il panorama elettorale brasiliano presenta configurazioni diverse. La teoria del voto economico non afferma che gli elettori rispondano direttamente agli indicatori economici, ma che il comportamento elettorale dei cittadini sia influenzato dalla percezione della situazione economica del paese.
L'articolo analizza come le elezioni del 2026 inizino a sfuggire a spiegazioni più convenzionali, suggerendo che fattori oltre quelli puramente economici e la polarizzazione tradizionale tra destra e sinistra possano stare plasmando il panorama politico brasiliano in modo meno prevedibile.




