Il documentario "Musk", del regista premio Oscar Alex Gibney, ha avuto la sua premiere al Festival del Cinema di Venezia, presentandosi come un ritratto implacabile, esaustivo e profondamente perturbante dell'uomo più ricco del mondo. Il film esplora la figura di Elon Musk, cercando di rispondere alla domanda che funge da titolo implicito: sarebbe lui un visionario o un truffatore?
Alex Gibney, noto per documentari investigativi come "Going Clear" e "The Inventor", firma la regia di quest'opera che cerca di esaminare nei dettagli la traiettoria e le controversie che circondano il miliardario sudafricano naturalizzato americano. Il documentario è stato descritto come un'immersione profonda nella personalità e negli affari di Musk.
Il film arriva in un momento di grande visibilità per Musk, che accumula una fortuna stimata in centinaia di miliardi di dollari e guida aziende come Tesla, SpaceX, X (ex Twitter) e Neuralink. La sua influenza si estende attraverso molteplici settori, dall'industria automobilistica all'esplorazione spaziale, passando per la tecnologia neurale e i social media.
La ricezione del documentario a Venezia ha generato dibattito sulla natura della figura di Musk, con il film che apparentemente evita posizioni facili e lascia il pubblico con l'ambiguità sulle vere intenzioni e i metodi dell'imprenditore.



