La fiducia degli americani nell'integrità del governo federale è scesa a uno dei livelli più bassi mai registrati. Secondo una ricerca dell'istituto Gallup, l'89% degli adulti americani ritiene che la corruzione sia diffusa nel governo degli Stati Uniti, la percentuale più alta da quando il rilevamento è iniziato nel 2006. Il risultato rappresenta un aumento di dieci punti percentuali rispetto all'anno precedente, ben al di sopra della fascia del 72%-79% registrata tra il 2010 e il 2025.
La crescita nella percezione della corruzione è stata guidata principalmente dagli elettori democratici. Nel 2024, ultimo anno completo del governo di Joe Biden, il 57% dei democratici considerava la corruzione diffusa nel governo. La percentuale è salita al 76% nel 2025, già nel primo anno del secondo mandato di Donald Trump, ed è arrivata al 91% nella ricerca più recente. Tra gli elettori indipendenti, l'indice è stato del 90%, un balzo di 12 punti dal 2024. Tra i repubblicani, l'83% ha dato la stessa risposta, un calo di 4 punti rispetto all'87% registrato nel 2024.
Nel confronto internazionale, gli Stati Uniti appaiono oggi tra i pochi Paesi al mondo con una percezione della corruzione così elevata. La mediana nei 38 Paesi membri dell'OCSE è scesa dal 69% nel 2009 a meno del 60% a partire dal 2022, attestandosi al 59% nel 2025. Gli Stati Uniti, d'altra parte, continuano nella direzione opposta e si collocano dietro solo a nazioni come Libano, Perù, Ghana e Nigeria nei rilevamenti recenti del Gallup.
La ricerca ha anche mostrato che la percezione della corruzione nelle aziende americane è aumentata, passando dal 63% al




