Il Tribunale di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) ha dato ragione all'azienda svedese IKEA contro il partito di estrema destra belga Vlaams Belang, che ha creato il cosiddetto "Piano Ikeapro" relativo alla riforma della politica di asilo e immigrazione in Belgio. Il partito ha utilizzato il nome dell'azienda svedese e disegni simili alle istruzioni di montaggio dei mobili dell'IKEA per illustrare le proprie proposte politiche.
Secondo la CGUE, l'uso dei marchi Ikeaproporciona un danno significativo alla reputazione e agli interessi dell'azienda titolare. La conferenza stampa di presentazione del piano è stata trasmessa sui social media.
L'azienda ha presentato un'azione per violazione dei diritti di marchio nei tribunali belgi contro l'associazione Vrijheidsfonds, responsabile dell'elaborazione dei materiali del partito. Tale associazione ha ammesso di aver utilizzato i marchi senza autorizzazione, ma ha sostenuto che l'uso mirava a rafforzare il proprio messaggio politico e costituiva una "giusta causa" protetta dalla libertà di espressione.
Il giudice belga che esamina il caso ha consultato la CGUE per determinare cosa prevale in caso di conflitto tra il diritto di proprietà intellettuale e il diritto alla libertà di espressione. La decisione finale spetterà al tribunale belga. La Vrijheidsfonds è un'associazione senza scopo di lucro con sede in Belgio che funge da braccio finanziario, logistico e giuridico del Vlaams Belang.




