Oltre 1700 donne incinte o persone in congedo parentale non hanno visto i loro contratti rinnovati nel 2025, secondo i dati riportati nell'articolo. Questa situazione solleva interrogativi su possibili discriminazioni nel mercato del lavoro portoghese.
Già tra il 2020 e il 2024, sono state segnalate 534 situazioni di licenziamento di lavoratrici incinte, puerpere o che allattano, così come di lavoratori che si trovavano in congedo parentale. Questi numeri dimostrano una tendenza preoccupante di vulnerabilità di queste fasce della popolazione nel mercato del lavoro.
L'articolo non specifica quali settori siano stati più colpiti né quali cause siano state indicate per questi licenziamenti e mancati rinnovi di contratti. Non vengono inoltre presentati dati su eventuali azioni giudiziarie o denunce presentate dalle persone interessate.
La situazione si verifica in un contesto più ampio di precarietà lavorativa in Portogallo, dove le donne incinte e le persone in congedo parentale affrontano difficoltà maggiori nel mantenimento dei loro rapporti di lavoro. L'articolo non menziona misure annunciate dal governo o proposte di organizzazioni per la difesa dei diritti dei lavoratori per combattere questa realtà.




