Il documentario "Gonzaguinha, da maior liberdade", diretto da Susanna Lira, è arrivato nelle sale giovedì scorso dopo aver conquistato il Kikito di miglior documentario al Festival di Gramado. L'opera ritrae il cantante e compositore Luiz Gonzaga Jr., conosciuto come Gonzaguinha, come una figura con "coraggio per affrontare il sistema".
Gonzaguinha, morto a 45 anni nel 1991, ha avuto un compito erculeo per svincolarsi dall'immagine del padre, il Re del Baião, Luiz Gonzaga (1912-1989). Pur non essendo stato cresciuto dal padre e seguendo uno stile musicale molto diverso da quello che ha trasformato l'interprete di "Asa branca" in una leggenda della musica brasileira, Gonzaguinha ha frequentemente avuto la sua immagine legata a quella del padre.
Questa tendenza si è manifestata anche nel cinema nazionale, con opere come "Gonzaga: de pai pra filho" (2012), diretto da Breno Silveira. Notando questo legame costante, la regista Susanna Lira ha sentito la necessità di correggere questa percezione con il nuovo documentario.
Susanna Lira è nota per documentari su artisti come Clara Nunes, Mussum e Fernanda Young. Con "Gonzaguinha, da maior liberdade", cerca di presentare
