Il Ministero della Difesa del Giappone ha richiesto un bilancio di 8,9 trilioni di yen per l'anno fiscale 2027, un nuovo massimo storico, che potrebbe avvicinarsi ai 10 trilioni di yen qualora vengano inclusi i progetti i cui importi non sono stati ancora divulgati. L'aumento delle spese militari ha suscitato critiche e preoccupazioni relativamente all'evoluzione della politica di difesa giapponese, traducendosi in un graduale cambiamento nell'orientamento delle capacità militari del paese e sollevando questioni sui limiti stabiliti dalla Costituzione giapponese.
Il rafforzamento del bilancio non si limita a una logica di difesa esclusivamente difensiva, puntando su investimenti destinati alla modernizzazione e all'espansione delle capacità militari giapponesi. Questa evoluzione è presentata come parte di una trasformazione della politica di sicurezza del Giappone, con implicazioni per l'equilibrio strategico nella regione.
Secondo un sondaggio diffuso in Giappone all'inizio di agosto, il 76% degli intervistati si è dichiarato favorevole al mantenimento dei tre "principi antinucleari" e il 77% ha ritenuto che il Giappone non dovrebbe cercare una forma di "partecipazione nucleare" con gli Stati Uniti. Questi risultati riflettono un sostegno significativo della popolazione al mantenimento dell'attuale politica nucleare giapponese.
L'evoluzione della politica di difesa giapponese ha altresì suscitato riserve tra i paesi vicini, in un contesto contrassegnato dalle questioni di sicurezza nell'Asia orientale e dalle memorie associate al passato militare del Giappone. Il testo mette in guardia sui rischi di un'eventuale intensificazione di questa tendenza e difende che le decisioni in materia di sicurezza devono tenere in considerazione sia gli impegni costituzionali del Giappone sia le preoccupazioni espresse dalla popolazione e dai paesi della regione.




