L'inquinamento atmosferico nelle zone urbane portoghesi più esposte al traffico stradale continua a rappresentare una seria preoccupazione per le autorità. Lisbona e Braga sono le due città che nel 2024 hanno superato il limite annuale consentito di biossido di azoto, un inquinante atmosferico direttamente associato alle emissioni dei veicoli a motore.
I dati relativi all'anno scorso confermano che queste due città non hanno rispettato i valori limite stabiliti per la qualità dell'aria, situazione che colloca il Portogallo in una posizione delicata rispetto agli obblighi ambientali europei. Il biossido di azoto colpisce in particolare la salute respiratoria della popolazione che vive e lavora nelle aree più densamente trafficate.
Il paese dispone ora di un termine di quattro anni per implementare misure efficaci che consentano di invertire questa situazione. Entro il 2030, il Portogallo dovrà garantire il rispetto di valori più esigenti in termini di qualità dell'aria, il che comporterà necessariamente una riduzione significativa delle emissioni di inquinanti nelle principali zone urbane.
La situazione richiede un'azione concertata tra autorità locali, governo centrale e settori strategici come i trasporti e l'energia. Senza interventi strutturali che modifichino gli schemi di mobilità e riducano la dipendenza da veicoli con motore a combustione interna, il Portogallo rischia di non rispettare gli impegni europei in materia di ambiente e qualità dell'aria.




