Questo è un articolo di opinione che riflette sullo stato delle istituzioni democratiche. L'autore si posiziona tra due estremi: la fretta di una riforma tecnica e la tentazione di una rottura totale con il sistema esistente.
L'autore suggerisce che forse ciò che manca alla democrazia sia la pazienza di lasciare che le istituzioni tornino alla loro origine, implying che c'è un percorso di recupero naturale che non viene rispettato.
L'articolo evidenzia una sorta di esaurimento di fronte alla frequenza con cui si sente che "le istituzioni hanno fallito". L'autore identifica una sequenza di fallimenti: il Parlamento fallisce, i tribunali falliscono, i partiti falliscono, suggerendo un pattern sistematico di malfunzionamento istituzionale.
L'articolo appare incompleto, terminando bruscamente con "fallisce [...]", il che indica che potrebbe essere stato tagliato durante la trascrizione. Tuttavia, la tesi centrale sembra essere una difesa della necessità di pazienza istituzionale e di un processo di rigenerazione più graduale di quanto propongano le riforme accelerate o le rotture radicali.



