L'articolo spiega perché prodotti di uso quotidiano come donut e caffè sembrano essere aumentati di prezzo più di quanto indichi l'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), analizzando che la discrepanza è dovuta alla natura stessa dell'indice, che calcola una media ponderata di un vasto paniere di beni e servizi, non riflettendo necessariamente l'esperienza individuale di ogni consumatore. Dal 2020, gli alimenti sono aumentati del 38,5% e la ristorazione del 28,4%, mentre le comunicazioni sono diminuite del 2,3%, e la frequenza di acquisto, le differenze geografiche, di reddito e il modo in cui l'abitazione viene trattata nell'IPC (acquisti esclusi, affitti inclusi) contribuiscono a questa percezione differenziata dell'inflazione. L'IPC serve a misurare l'evoluzione generale dei prezzi, ma non cattura l'impatto specifico sulla vita di ogni famiglia.
Notícias Portugal07/09/26, 12:04