L'ex direttore della Corte Suprema Federale Carlos Ayres Britto ha difeso l'implementazione di un Codice Etico come risposta alla crisi di immagine affrontata dalla Corte, il cui momento più tenso si è verificato con il confronto tra i ministri Alexandre de Moraes e André Mendonça. Ayres Britto, che ha presieduto il tribunale per dieci anni, ha affermato che il documento deve fornire una base giuridica per le decisioni da prendere, dettagliando ciò che è permesso o meno ai membri della Corte.
L'adozione di un codice etico è difesa dal presidente del STF, Edson Fachin, che ha assegnato il compito di redigere i termini del documento alla ministra Cármen Lúcia. Ayres Britto ha dichiarato al GLOBO che questo è il momento adeguato per discutere la questione, sottolineando che "il pudore inizia con lo spogliarsi, la trasparenza e la visibilità".
Il giurista ha sollevato la questione centrale su chi controlla il Supremo, dal momento che la Corte è responsabile del controllo degli altri due Poteri, l'Esecutivo e il Legislativo. Secondo lui, il Codice Etico serve proprio affinché il controllore "tagli nella propria carne quando sarà necessario", ovvero affinché lo stesso tribunale abbia meccanismi di autoregolamentazione e responsabilizzazione.
Ayres Britto ha evitato di commentare direttamente sul conflitto specifico tra i ministri Alexandre de Moraes e André Mendonça, preferendo concentrarsi sulla necessità di uno strumento generale di condotta etica per l'intera Corte.




