Uber non invia sempre l'auto più vicina all'utente per via di una logica complessa di algoritmi. Quando un passeggero effettua una richiesta, l'applicazione non cerca semplicemente l'autista più vicino, ma quello che ottimizza la corsa considerando più fattori simultaneamente.
La piattaforma divide le zone geografiche in piccole celle di mappa, ciascuna con le proprie caratteristiche di domanda e disponibilità di autisti. Questi dati vengono incrociati con previsioni sul traffico in tempo reale, che permettono di anticipare gli ingorghi e scegliere percorsi più veloci.
Uber combina anche più richieste simultanee, cercando di ottimizzare non solo l'esperienza di un singolo passeggero, ma l'efficienza complessiva dell'intera rete di corse. Questo significa che un autista potrebbe essere già in viaggio per raccogliere un altro passeggero, anche quando un altro più vicino è disponibile.
L'obiettivo dell'azienda è massimizzare il numero di corse completate e ridurre i tempi di attesa per il maggior numero possibile di utenti, anche se ciò significa inviare un'auto che non sia letteralmente la più vicina al punto di partenza.



