Iván Porras accettò di essere trasferito da un centro di detenzione per migranti a Las Vegas a uno a Otero, Nuovo Messico, pensando che sarebbe stata un'opportunità per continuare il suo processo migratorio vicino alla sua figlia piccola. Un anno dopo la sua deportazione, ora capisce che questo trasferimento è stata una tattica dell'Amministrazione di Donald Trump per aggirare le protezioni legali che lo mantenevano nel paese. L'articolo esplora la lotta dei migranti deportati che cercano di ricominciare le loro vite dall'altra parte della frontiera, cercando quello che viene descritto come il "sogno messicano". La storia di Iván illustra le strategie utilizzate dalle autorità migratorie americane per elaborare e rimuovere i migranti dal territorio degli Stati Uniti, spesso trasferendoli in centri di detenzione in stati con politiche migratorie più rigide. Questa realtà riflette un modello più ampio di politiche migratorie implementate durante il governo Trump che hanno colpito migliaia di famiglie immigrate.

In cerca del 'sogno messicano': la lotta dei deportati da Trump per aprirsi un varco dall'altra parte della frontiera
El Periódico Mediterráneo - General6 settembre 2026 alle ore 11:00
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