Il Presidente si è rifiutato di accelerare il calendario della ristrutturazione governativa a causa della pressione mediatica, ribadendo che le decisioni saranno prese secondo la propria programmazione e non per imposizione esterna.
In dichiarazioni pubbliche, il Presidente ha ammesso di aver già assicurato di avere margine per richiedere le dimissioni di un ministro, riconoscendo che tale richiesta sarebbe stata fatta in modo istituzionale e nell'ambito delle procedure appropriate.
Ha avvertito che qualsiasi decisione relativa all'esonero di membri del governo sarebbe stata presa in privato, dopo conversazioni preliminari con le parti interessate, privilegiando il dialogo e la discrezione istituzionale a scapito di comunicati pubblici.
La posizione del Presidente riflette un approccio cauto e strategico, in cui la gestione dell'esecutivo viene trattata con riservatezza, evitando un'esposizione mediatica non necessaria pur mantenendo l'autorità sulla composizione del governo.




