Il procedimento sulle fake news, aperto sette anni fa nel Supremo Tribunale Federale sotto la relatoria del ministro Alexandre de Moraes, ha richiesto rapporti della Polizia Federale che citavano membri della Corte. La decisione di Moraes ha riacceso i dibattiti su una possibile chiusura dell'indagine, che è oggetto di critiche da anni. La crisi più recente nella Corte suprema è stata aggravata da questa decisione.
Nella mattinata di venerdì, il presidente del STF, Edson Fachin, ha menzionato la fine del procedimento come uno degli obiettivi urgenti della sua gestione, confermato dai recenti eventi. Il decreto firmato da Moraes giovedì sera ha ricordato che l'indagine è stata avviata per accertare notizie fraudolente, denunce calunniose, minacce e violazioni che ledono l'onorabilità e la sicurezza del STF.
Secondo Moraes, il procedimento indaga anche sulla fuga di informazioni e documenti riservati, con l'intento di attribuire e/o suggerire la pratica di atti illeciti da parte di membri del tribunale. L'indagine compie sette anni a marzo, rimanendo uno dei procedimenti più controversi della Corte.




