Le alluvioni in Nepal hanno spinto l'Organizzazione delle Nazioni Unite e i suoi partner umanitari a lanciare un appello finanziario urgente di 42,6 milioni di euro per soccorrere più di 84.000 persone colpite dalla tragedia del 26 agosto. Il piano multisettoriale avrà una durata operativa di quattro mesi ed è stato attivato per evitare focolai epidemici e garantire gli approvvigionamenti indispensabili prima del brusco calo delle temperature nelle comunità situate ad alta quota nell'Himalaya.
Secondo l'ultimo bilancio ufficiale consolidato, la violenza delle correnti e il crollo di terreno lungo la linea di frontiera montagnosa hanno mietuto almeno 1.295 vite nel territorio nepalese, con altri 4.898 cittadini dispersi. Nel settore cinese del Tibet, le autorità hanno conteggiato 31 morti e 531 persone la cui sorte rimane incerta.
La gravità della devastazione ha portato la coordinatrice residente dell'ONU nel paese, Lila Pieters Yahia, a formalizzare l'appello congiunto con il governo di Katmandu. La responsabile ha avvertito che "le famiglie hanno perso tutto: i loro cari, le loro case, i loro mezzi di sussistenza" e che l'appello mira a portare denaro, alloggio, assistenza medica, acqua potabile e protezione alle comunità più remote prima dell'arrivo dell'inverno.
La strategia sul campo prevede la consegna immediata di fondi monetari diretti ai nuclei familiari e la distribuzione di kit di protezione termica e generatori portatili negli alloggi provvisori, con l'obiettivo di ripristinare l'elettricità domestica e garantire punti di riscaldamento autonomi per fermare i decessi per ipotermia quando le prime ondate di freddo raggiungeranno le valli dell'Himalaya nelle prossime settimane.




