Il governo portoghese ha annunciato venerdì, dopo il Consiglio dei ministri, che avvierà a breve un dialogo con le aziende mediatiche per espandere l'accesso ai loro archivi più recenti, in modo concordato, per formare il modello di intelligenza artificiale Amália. L'annuncio è stato fatto dal ministro della Presidenza, António Leitão Amaro, che ha difeso che il Portogallo deve dare l'esempio nel rapporto tra il modello nazionale e gli organi di comunicazione sociale, che hanno sollevato preoccupazioni sull'utilizzo dei loro archivi, in particolare contenuti protetti da diritto d'autore utilizzati senza autorizzazione o compensazione. Il ministro non ha specificato scadenze per l'inizio dei colloqui né le modalità con cui intende raggiungere un accordo.
Il progetto Amália entra ora in una nuova fase, con più formazione e capacità, passando a contare su risorse aggiuntive per interpretare testi, audio e immagini. L'obiettivo è che il modello smetta di essere solo un prototipo e passi a essere integrato nel servizio di assistenza dei servizi pubblici, aiutando i cittadini nell'accesso agli stessi. Il governo intende inoltre rafforzare le basi di dati utilizzate, ricorrendo a contenuti provenienti da apparecchiature e servizi pubblici come la Biblioteca Nazionale, la Cinemateca, archivi e musei.
Il modello Amália, presentato all'inizio dell'estate e sviluppato per la lingua portoghese, sta venendo implementato nell'applicazione Gov.pt per supportare i cittadini nell'accesso ai servizi pubblici, inclusi processi come il rinnovo della Carta del Cittadino. L'utilizzo sarà disponibile sia nella versione per computer che nell'applicazione mobile, venendo reso disponibile a diverse aree della Pubblica Amministrazione, tra cui istruzione, difesa, cultura, sanità e assistenza ai cittadini.
L'investimento totale nel modello di IA ammonta a sette milioni di euro, ai quali si aggiungono




