Il Pentagono sta preparando un cambiamento significativo nella sua strategia di cibersicurezza, intendendo ricorrere in modo più diretto alle aziende private per ampliare le sue capacità di hacking offensivo. Secondo tre fonti familiari con il documento citate dal Politico, le bozze della nuova strategia di ciberdifesa del Dipartimento della Difesa statunitense includono un linguaggio che incoraggia il ricorso ad appaltatori privati per sostenere operazioni offensive contro attacchi informatici sostenuti da Stati.
Il cambiamento avviene in un contesto in cui le aziende private stanno sviluppando strumenti e modelli di intelligenza artificiale in grado di identificare e sfruttare vulnerabilità informatiche. Negli ultimi mesi, diverse aziende di tecnologia per la difesa hanno raccolto centinaia di milioni di dollari con la promessa di vendere strumenti di hacking offensivo al governo. Grandi aziende come l'Anthropic hanno anche segnalato pubblicamente che sono disposte a consentire che il Pentagono utilizzi i suoi modelli più robusti in operazioni cibernetiche offensive.
La strategia nazionale di cibersicurezza della Casa Bianca, pubblicata a marzo, ha definito l'offensiva digitale come priorità e ha promesso di creare nuovi incentivi affinché le aziende di tecnologia e sicurezza aiutino a identificare e interrompere attacchi informatici stranieri. Tuttavia, la cooperazione tra il Pentagono e le aziende sarà soggetta a una forte supervisione, e una delle fonti ha sottolineato che "il settore privato non può semplicemente premere i pulsanti da solo".
Questa sarà la prima guida completa del Dipartimento della Difesa per il ciberSpazio dal 2023 e dovrebbe essere accompagnata da un piano d'azione per tradurre le nuove priorità in operazioni concrete. La strategia potrebbe essere divulgata già la prossima settimana, secondo le fonti citate dal Politico.




