Il commercio illegale di beni in Brasile ha subito una profonda trasformazione, passando da sacoleiros individuali che contrabbbandavano vestiti, profumi e bevande dal Paraguay su pullman turistici a reti globali organizzate e articolate. Il nuovo scenario coinvolge sistemi consolidati che operano in catene logistiche internazionali, espandono confini e amministrano economie illecite collegando affari tra paesi, contando spesso sulla presenza in istituzioni.
Articoli di abbigliamento, bevande alcoliche, sigarette, carburanti e nuovi prodotti come le penne dimagranti guidano il commercio illegale, che raggiunge l'importo annuo di circa mezzo trilione di reais. Il valore rappresenta una crescita espressiva rispetto agli anni precedenti.
Il Forum Nazionale contro la Pirateria e l'Illegalità ha calcolato danni di 473,2 miliardi di reais in 15 settori dell'economia nel 2025, contro solo 100 miliardi di reais registrati un anno prima. Questa crescita è stata descritta come una progressione geometrica, evidenziando la velocità con cui il problema si espande.
La sfida attuale delle autorità brasiliane e internazionali non è più contenere pratiche individuali di pirateria, ma combattere strutture criminali consolidate che operano su scala globale e che coinvolgono la partecipazione della criminalità organizzata.




