La decisione del ministro Alexandre de Moraes, della Corte Suprema Federale (STF), che ha evidenziato "forti indizi" di improbité amministrativa, abuso di autorità e reato di responsabilità nell'operato del collega André Mendonça ha generato una forte reazione dell'opposizione. Il voto di Moraes ha chiesto l'apertura di un'azione disciplinare contro Mendonça per la sua condotta in casi che coinvolgono l'ex deputato federale Daniel Silva, arrestato in un'operazione contro i crimini ambientali.
L'opposizione ha trattato l'iniziativa come una ritorsione di Moraes nei confronti di Mendonça. Il leader dell'opposizione al Senato, Rogério Marinho (PL-RN), ha affermato che Moraes ha trasformato l'indagine in uno strumento di "potere personale". Secondo il senatore, la decisione contro Mendonça rappresenta un'inversione di valori, poiché chi dovrebbe fornire chiarimenti sarebbe lo stesso Moraes, di fronte ai messaggi rivelati dal caso Master.
Il caso Master ha coinvolto la divulgazione di un rapporto della Polizia Federale con i messaggi del banchiere Daniel Vorcaro, proprietario del Banco Master. I messaggi rivelati nell'ambito delle indagini hanno alimentato le discussioni sull'intervento giudiziario, collegando Vorcaro a vari personaggi politici e giudiziari. Márcio Jerry (PCdoB-MA) ha affermato che i messaggi provano l'esistenza di una "struttura illegale e criminale di potere" nel paese.
Le critiche sono giunte anche da altri settori. Il leader della maggioranza al Senato, Davidson Toledo (Republicanos-TO), ha considerato la decisione di Moraes un "abuso di potere" e ha chiesto che fosse rivista. Il costituzionalista Dennis Rosenfield ha valutato che l'episodio rappresenta un momento critico per la Corte, che affronta interrogativi sulla sua indipendenza e imparzialità.




