Una perizia complementare dell'Istituto di Criminalistica di San Paolo ha concluso che la soldato Gisele Alves Santana, di 32 anni, non ha commesso suicidio. La perizia afferma che l'ipotesi di suicidio è stata "falsificata" a causa di incompatibilità materiali trovate sulla scena del crimine, indicando che la morte della poliziotta ha coinvolto l'intervento di una seconda persona.
Il documento è stato elaborato su richiesta della Magistratura per rispondere ai quesiti presentati dal consulente tecnico della difesa dell'ex marito di Gisele, il tenente colonnello Geraldo Leite Rosa Neto. Si tratta di una perizia complementare agli esami precedenti già effettuati nel caso.
Secondo l'Istituto di Criminalistica, sono stati analizzati tutti i vestigi documentati negli atti del processo, oltre ad essere state confrontate le diverse versioni esistenti sulla dinamica della morte della soldato. La perizia ha identificato elementi materiali che contraddicono la tesi di suicidio inizialmente considerata.




