Il presidente del club, Rui Garrido Pereira, ha confermato la chiusura della SAD del Boavista, lamentando la perdita di più di 9 milioni di euro di debito irrecuperabile e considerando il risultato la conferma di un "fallimento totale del calcio professionistico". La liquidazione era già stata decretata a maggio, dopo che l'amministratore dell'insolvenza aveva deciso di non sottoporre a votazione un piano precedente perché considerava probabile il suo rifiuto, e una nuova proposta presentata dalla SAD non ha avuto successo.
Il processo di liquidazione della SAD risale al settembre 2025, quando è stato approvato con un debito superiore a 150 milioni di euro. Tre mesi dopo, un accordo con i creditori ha permesso di mantenere l'attività, con la SAD che si impegnava a coprire il deficit corrente, impegno che è stato infranto a giugno, portando l'amministratore giudiziario a decretere la chiusura e coinvolgendo circa 1.500 atleti di 31 discipline. La retrocessione in Liga 2 nel maggio 2025 aveva posto fine a 11 stagioni consecutive nel massimo campionato, dove il Boavista è stato campione nazionale nel 2000/01.
In parallelo, è in corso un processo separato sul Boavista in quanto club, non la SAD: il tribunale ha accolto circa un mese fa la richiesta di riapertura dell'attività, con il supporto del movimento "Salvare il Boavista" nella raccolta fondi, ribaltando una decisione di chiusura comunicata a luglio dall'amministratore giudiziario Maria Clarisse Barros. Il club, fondato nel 1903 e con nove titoli nazionali nel calcio maschile senior, è stato autorizzato a ricominciare a condizione che assicuri regolarmente le spese correnti fino alla fine del 2026/27, avendo presentato un piano di risanamento al tribunale e iscritto all'AF Porto per la nuova stagione.
Il Boavista aveva già rinunciato al posto nel secondo livello dell'AF Porto, che passa al Varziela, terzo classificato della terza divisione distrettuale. Nella stagione precedente, la SAD aveva terminato quel campionato al 17° posto, con 14 punti, a 28 dalla zona salvezza, giocando in casa al Parque Desportivo de Ramalde, a circa 2,5 chilometri dal Bessa, stadio inutilizzato da più di un anno, e affrontava quattro impedimenti all'iscrizione dei giocatori imposti dalla FIFA, restrizioni tornate nel 2025 che hanno costretto il club a scendere in campo con atleti under-19.




