La scelta di software gestionali da parte dei mediatori assicurativi non è più una semplice decisione informatica, ma è diventata una decisione strategica, secondo un articolo di opinione presentato in un panel del Forum Nazionale delle Assicurazioni. L'autore sostiene che, per anni, il software è stato trattato come un costo operativo invisibile, ma che questa fase sta finendo a causa di nuove esigenze legali, normative e di mercato.
Dal 1° gennaio 2020, in virtù dell'articolo 10 del Decreto Legge n. 28/2019, tutti i mediatori assicurativi sono obbligati a emettere fatture certificate relative alle commissioni elaborate dalle compagnie assicurative. Si tratta di un obbligo fiscale specifico, e non di una semplice raccomandazione di buone pratiche. A ciò si aggiunge il Regolamento DORA, in vigore dal 2025, che impone obblighi di gestione del rischio tecnologico agli enti finanziari di maggiore dimensione, comprese le assicurazioni, generando un effetto a cascata sui loro partner di mediazione.
L'Autorità di Supervisione delle Assicurazioni e dei Fondi Pensione (ASF) ha inoltre annunciato che ricorrerà all'intelligenza artificiale per supportare la supervisione del mercato, in particolare nel rilevamento di clausole abusive. L'autore avverte che, se il regolatore sta investendo in tecnologia per supervisionare meglio, i mediatori dovrebbero chiedersi se il loro software è altrettanto preparato ad aiutarli a lavorare meglio.
L'articolo avverte inoltre che le decisioni di scelta del software basate solo sul prezzo o sull'inazione possono avere costi elevati, specialmente in un mercato in cui i reclami dei consumatori aumentano e la supervisione




