Diversi chatbot di intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT e Claude, stanno riproducendo informazioni provenienti da mezzi di comunicazione russi che sono considerati strumenti di disinformazione del Cremlino. Questa situazione consente che contenuti falsi o manipolati raggiungano un pubblico più ampio attraverso queste piattaforme di IA.
I mezzi di comunicazione russi in questione sono visti come strumenti di disinformazione controllati dal governo russo. Utilizzati come fonte da sistemi di IA, questi contenuti possono essere presentati agli utenti come informazione affidabile, quando in realtà fanno parte di campagne di influenza.
Questa scoperta solleva preoccupazioni sulla capacità dei chatbot di IA di distinguere fonti affidabili da fonti che propagano disinformazione. I sistemi potrebbero non avere meccanismi sufficienti per filtrare o verificare l'origine e la credibilità delle informazioni che riproducono.
Il fenomeno evidenzia le sfide che l'IA affronta nel combattere la propagazione di disinformazione, specialmente quando questa proviene da fonti coordinate da Stati. I chatbot, aggregando informazioni da molteplici fonti, possono involontariamente amplificare narrazioni false o tendenziose.



