La Corte Suprema Federale ha mantenuto, con decisione unanime, la competenza dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale a fissare il limite degli interessi nelle operazioni di credito rateale destinate a pensionati, titolari di pensioni e titolari di prestazioni assistenziali continuative. Il giudizio dell'Azione Diretta di Incostituzionalità si è tenuto il 28 agosto.
L'Associazione Brasiliana delle Banche, autrice dell'azione, sosteneva che la misura richiederebbe una legge complementare per essere valida, oltre a sostenere che la norma violerebbe i principi di legalità, libera iniziativa e libera concorrenza.
Il ministro Nunes Marques, relatore dell'azione, ha respinto gli argomenti dell'ABBC. Secondo lui, la legge non ha conferito all'INSS l'autorizzazione a disciplinare il mercato finanziario in generale, ma piuttosto una competenza specifica per regolamentare una modalità di credito che utilizza il foglio dei benefici amministrato dall'organo come mezzo di pagamento.
Il relatore ha anche sottolineato che il prestito rateale deve essere analizzato sotto la prospettiva della sua finalità sociale, evidenziando la preoccupazione del tribunale per la protezione dei beneficiari dell'INSS.




