Questo testo è una cronaca di Cláudia Lucas Chéu, intitolata "Madre-spaventapasseri". Il testo affronta il tema di una madre che non amava i suoi figli, una situazione che l'autrice presenta come certa e definitiva. Lei stessa riconosce che parlare di questa assenza di amore era proibito, e che anche solo pensarci suonava come un crimine.
La madre in questione si prendeva cura dei figli nel modo migliore possibile, ogni giorno, senza lamentarsi. Tuttavia, l'autrice chiarisce che questa dedizione non equivaleva a affetto vero. La differenza tra la cura fisica e l'amore genuino è il punto centrale di questa riflessione.
Il termine "Madre-spaventapasseri" del titolo suggerisce una figura distante o fredda, che adempie solo alle funzioni basiche di cura senza una vera connessione emotiva. La cronaca esplora così le complessità e i tabù attorno alla mancanza di amore materno, un tema considerato socialmente inaccettabile.




