Mário André Pinto, di 32 anni, e il padre José Mário Pinto dedicano gran parte del loro tempo all'allevamento di asini mirandesi tra i prati falciabili. Questi animali, che per secoli sono stati indispensabili per il lavoro agricolo, oggi sopravvivono grazie allo sforzo di circa mezzo migliaio di allevatori sparsi per il paese.
La storia di questa famiglia con gli asini risale al nonno, che ha sempre avuto una o due asine per aiutare nei lavori di campo. Gli animali venivano incrociati e servivano per aprire solchi, trasportare carichi e lavorare la terra, in un'epoca precedente alla meccanizzazione dei piccoli allevamenti agricoli.
In un determinato periodo, la famiglia possedeva pecore e mucche, ma alla fine ha venduto quegli animali e si è tenuta solo due o tre asine incrociate. L'interesse per l'asino mirandese è sorto più tardi, durante una conversazione familiare.
La curiosità ha spinto Mário André Pinto a cercare informazioni sulla razza, e rapidamente la famiglia si è resa conto di essere di fronte a un patrimonio unico che meritava di essere preservato.




