Tre minuti è stato il tempo che gli abitanti di un'area in Nepal hanno avuto per fuggire prima dell'arrivo di un'alluvione brutale. L'allarme si è diffuso da bocca a bocca, senza che ci fosse un sistema di allarme ufficiale per avvertire la popolazione della catastrofe imminente.
I momenti che hanno preceduto la tragedia sono stati segnati dal panico, con persone che cercavano di fuggire in pochi minuti. I testimoni hanno descritto la confusione e la fretta disperata di chi ha cercato di salvarsi e di salvare i propri familiari.
Tra le storie raccontate dopo il disastro, si distingue quella di un figlio che ha deciso di tornare indietro per cercare di salvare sua madre. Nonostante lo sforzo, l'uomo non è riuscito a portare a termine il salvataggio, rimanendo indietro mentre l'alluvione avanzava.
L'incidente in Nepal ha nuovamente sollevato questioni sulla sicurezza e sui sistemi di allerta precoce nelle regioni vulnerabili ai disastri naturali, dove la rapidità nella comunicazione può fare la differenza tra la vita e la morte.




