L'influencer César Gastélum, di 25 anni, è stato giustiziato con un colpo alla testa mentre faceva una diretta all'esterno di un chiosco a Culiacán, capitale di Sinaloa, in Messico, il 4 agosto. L'assassino è arrivato in moto senza destare sospetti ed è fuggito dopo il crimine. A maggio dell'anno scorso, l'influencer Valeria Márquez, di 23 anni, è stata uccisa anch'essa dal conducente di una moto mentre trasmetteva in diretta dal suo salone di bellezza a Zapopan, nella Grande Guadalajara. I due casi fanno parte di una tendenza crescente in Messico: l'omicidio di creatori di contenuti nel mezzo della sanguinosa guerra dei cartelli del traffico di droga. Dal 2024 sono state registrate 19 morti di questo tipo, otto delle quali solo a Sinaloa.
Gli influencer vengono usati come armi di propaganda dai gruppi criminali e, allo stesso tempo, diventano bersagli dei loro rivali. Nel caso di Gastélum, si sospetta che un dettaglio specifico abbia trasformato l'influencer in un bersaglio: nei suoi ultimi video appariva indossando un cappello che è simbolo della fazione La Mayiza, legata al Cartello di Sinaloa. Questo tipo di identificazione visiva con una fazione specifica può aver indicato un allineamento con un gruppo avverso ai suoi assassini, rendendolo una minaccia nella prospettiva dei rivali.




