Pedro Sánchez è tornato dalle vacanze a Lanzarote, dove è rimasto per ventisei giorni, per affrontare la crisi di Ceuta attraverso una radio favorevole, secondo la descrizione dell'articolo. Durante questo periodo, gli abitanti di Ceuta sono rimasti rinchiusi nelle loro case a causa della situazione vissuta nella città.
Le critiche all'azione del presidente del governo sono emerse dall'interno della stessa coalizione che lo sostiene al potere. Tra i partiti che hanno espresso il loro malcontento si trovano Sumar, ERC, Podemos e Compromís, ciascuno manifestando la propria protesta per il modo in cui Sánchez ha gestito la situazione.
Il rappresentante di Compromís, Alberto Ibáñez, ha affermato che Sánchez «non è credibile» e che soffre della «sindrome di Stoccolma con Mohamed VI», riferendosi alla supposta compiacenza del presidente verso le autorità marocchine. L'articolo caratterizza la situazione a Ceuta come una «invasione marocchina in piena regola».
Melchor León, considerato un dissidente socialista e vice presidente dell'Assemblea di Ceuta, è stato particolarmente critico dopo l'azione del presidente del governo, denunciando la sua assenza prolungata durante la crisi e mettendo in discussione la sua postura verso quello che l'articolo descrive come un'invasione da parte del Marocco.




