Un nuovo anno scolastico è iniziato nella Comunità Valenciana e gli insegnanti tornano nelle aule con un misto di doveri abituali e nuove preoccupazioni. L'articolo descrive sarcasticamente i compiti che fanno già parte del quotidiano docente: programmare, valutare, incontrare le famiglie, compilare moduli e cercare di fare in modo che trenta adolescenti stacchino gli occhi dai cellulari.
Il testo suggerisce che ora gli insegnanti dovranno anche vigilare affinché nessuna ideologia sovversiva sfugga tra la lavagna e il campanello. Il titolo dell'articolo, "Tornare alle aule degli anni quaranta", evoca un confronto con epoche più autoritarie.
Il testo coinvolge insegnanti valenciani che affrontano queste nuove esigenze all'inizio dell'anno scolastico. Il riferimento agli anni quaranta indica una critica a un arretramento in termini di libertà di espressione e controllo ideologico nell'insegnamento.
L'articolo si presenta come una riflessione ironica sulla situazione attuale dell'istruzione nella regione, mettendo in discussione le pressioni aggiuntive che ricadono sul corpo docente oltre alle sue funzioni pedagogiche tradizionali.




