Dall'entrata in vigore della Costituzione del 1988, nessun Procuratore Generale della Repubblica è stato ricusato da un caso per motivi di parzialità, né ha perso la carica, sebbene esista una previsione legale in tal senso. La questione è emersa dopo che il ministro André Mendonça, della Corte Suprema, ha tolto il segreto a un rapporto della Polizia Federale prodotto dal telefono cellulare sequestrato all'ex banchiere Daniel Vorcaro, nell'Operazione Compliance Zero, che indaga su frodi presso la Banca Master. Nel documento compaiono menzioni al procuratore generale Paulo Gonet, che, al momento, non è ancora considerato indagato.
La legge prevede possibilità distinte per un PGR di uscire da un caso e per lasciare la carica. Una di queste è l'uscita dal caso per decisione dello stesso procuratore generale. La legge organica del Pubblico Ministero gli permette di delegare l'azione a un sostituto procuratore, o di trasferire il caso al vice, senza dichiararsi impedito.
Secondo il professore e avvocato specializzato in Diritto Pubblico Flávio Bernardes, l'ideale nell'ambito di queste procedure sarebbe che lo stesso Gonet adottasse qualche misura per evitare contestazioni sulla sua imparzialità nel caso.




