L'articolo presenta il titolo "Lo Stato è loro, il popolo è quello che paga", suggerendo una critica all'appropriazione dello Stato da parte di gruppi politici o élite. Il testo affronta il fenomeno della polarizzazione politica e le accuse reciproche tra avversari politici.
Il sottotitolo indica che l'autore ritiene che accusare gli avversari di fascismo non sia sufficiente per arrestare la crescita degli estremi politici. L'articolo menziona anche l'ipocrisia di denunciare gli scandali altrui mentre si proteggono i propri, il che secondo l'autore contribuisce alla svalutazione della politica.
Il testo sembra essere una riflessione editoriale sulla crisi della democrazia e sul modo in cui le diverse posizioni dello spettro politico contribuiscono a un ambiente di confronto che favorisce gli estremi. L'autore avverte che queste pratiche non risolvono il problema fondamentale della crescita delle correnti estremiste.




