I proprietari che mettano a disposizione immobili per l'affitto con valori almeno il 20% inferiori ai prezzi mediani della parrocchia o del comune beneficeranno dell'esenzione totale da tassazione sui redditi immobiliari in sede di IRPEF e IRES. La misura si inquadra nei programmi governativi di incentivazione dell'edilizia abitativa e mira ad aumentare l'offerta di case per la classe media, cercando di frenare la continua crescita dei valori immobiliari su tutto il territorio nazionale.
Per accedere al beneficio fiscale, i contratti devono rientrare nei regimi ufficiali di edilizia a costi controllati, con affitti calcolati sulla base dei dati trimestrali dell'Istituto Nazionale di Statistica. Oltre alla riduzione del valore riscosso, gli inquilini devono avere un tasso di sforzo massimo situato tra il 15 e il 35% del reddito medio mensile del nucleo familiare, e i contratti di lunga durata richiedono un periodo minimo di vigore di tre-cinque anni.
Gli immobili messi a disposizione devono rispettare parametri rigorosi di salubrità, sicurezza, comfort ed efficienza energetica, e devono essere iscritti e validati sulla piattaforma elettronica del Portale dell'Edilizia. I proprietari sono inoltre obbligati a registrare i contratti presso l'Autorità Fiscale e Doganale e a stipulare assicurazioni specifiche di protezione contro la perdita involontaria di reddito e danni al bene locato.
L'incentivo elimina integralmente l'aliquota speciale di tassazione immobiliare, che può raggiungere il 28%, permettendo ai proprietari di ottenere un reddito netto frequentemente equivalente o superiore a quello che risulterebbe da valori più elevati soggetti alla tassazione normale. A seconda delle deliberazioni delle assemblee comunali, possono inoltre accedere a esenzioni o riduzioni significative dell'IMU e dell'Addizionale all'IMU durante la durata del contratto.




