L'articolo è un testo di opinione che affronta il declino della parola e della credibilità nella comunicazione contemporanea. Il titolo suggerisce che la fiducia nelle parole starebbe scomparendo, tema che l'autore esplora da una prospettiva storica e filosofica.
Il testo menziona Isocrate, retore dell'Antica Grecia vissuto tra il 436 a.C. e il 338 a.C., descritto come uno dei grandi maestri della retorica e considerato il padre dell'oratoria. Il riferimento a questa figura classica serve come base per la riflessione dell'autore sull'importanza della comunicazione.
Secondo l'articolo, Isocrate comprese qualcosa che l'autore considera profondamente attuale: una città non si regge solo sulle sue leggi, sulle sue istituzioni o sulla forza della sua economia. La riflessione suggerisce che la qualità della comunicazione e della parola pronunciata sarebbe altrettanto essenziale per la coesione e il funzionamento di una società.
L'articolo appare incompleto, terminando bruscamente a metà di una frase, il che indica che la parte finale dell'argomentazione non è disponibile. Il testo sembra difendere che la qualità della comunicazione pubblica sia così importante quanto i pilastri tradizionali di una società.



