Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha affermato martedì (1°) che il ritorno degli Stati Uniti a una politica di pressione e minacce potrebbe compromettere gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Medio Oriente. La dichiarazione è stata fatta durante un discorso al vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, tenutosi in Kirghizistan.
Pezeshkian ha criticato la violazione reiterata, da parte degli Stati Uniti, degli impegni assunti nell'ambito del Memorandum d'Intesa di Islamabad, affermando che l'assenza di garanzie effettive di applicazione rappresenta un ostacolo al percorso della diplomazia.
In una pubblicazione sui social media lunedì (31), il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l'Iran una "nazione fallita", affermando che il paese "è morto", parole che riecheggiano dichiarazioni precedenti simili.
Il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai conta sulla partecipazione di altri leader mondiali, come il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente cinese, Xi Jinping.




