Undici paesi dell'Unione Europea chiedono la fine dei veti che considerano "ostruttivi" nella politica estera europea. I paesi firmatari sostengono che le decisioni in questo ambito non debbano più richiedere l'unanimità e che vengano prese a maggioranza qualificata.
I paesi che hanno sottoscritto questa richiesta sono Austria, Danimarca, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Svezia. Questo gruppo rappresenta una parte significativa degli Stati membri del blocco europeo.
La modifica proposta significherebbe che le decisioni di politica estera potrebbero essere approvate anche se alcuni paesi fossero contrari, purché venga raggiunta una determinata soglia di sostegno tra gli Stati membri. Attualmente, qualsiasi paese può bloccare una decisione in questo ambito attraverso il veto.
Questa iniziativa emerge nel contesto di dibattiti più ampi sul funzionamento delle istituzioni europee e sulla capacità di risposta dell'UE in materia di politica estera, dove la necessità di unanimità è stata indicata come un ostacolo all'azione coordinata del blocco.




