Nel 1996, il poeta brasiliano Manoel de Barros (1916-2014) scrisse il "Livro sobre Nada", ispirato alla frase di Gustave Flaubert sul desiderio di scrivere un libro sostenuto solo dallo stile. Barros creò un inno all'assurdo, all'infanzia e alla libertà creativa, trasformando l'insignificanza e il silenzio in pura poesia. Scrisse quattro gruppi di poesie brevi in cui decostruisce il linguaggio per riorganizzare un mondo singolare, esprimendo la sua adesione a tutto ciò che è vuoto, solitario o senza importanza.
Dal punto di vista filosofico, il nulla può essere l'assenza o l'origine di tutte le cose. Una pagina bianca può creare tanto terrore quanto fascino. Il nichilismo, l'esistenzialismo, il vuoto buddhista, il vuoto quantistico, lo spazio siderale o il concetto di zero nella matematica sono approcci possibili per dare senso a ciò che apparentemente non ne ha. La valorizzazione dell'ozio e l'arte di non fare nulla rivelano una bellezza infinita e uno spazio immenso di realizzazione nelle cose piccole o senza importanza.
Scrivere sul nulla è, paradossalmente, dare forma e senso al vuoto attraverso le parole ed esercitare una libertà creativa che permette la fluidità della mente senza i vincoli delle strutture logiche. Julia Cameron suggerisce "il cammino dell'artista", un programma incentrato sulla conoscenza di sé, sullo sblocco della creatività e sul recupero dell'autoconfidenza artistica, partendo dal presupposto che la creatività è una forza spirituale naturale.
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