La commissione coordinatrice della traduzione della Bibbia, della Conferenza Episcopale Portoghese (CEP), ha lanciato il 1° settembre 2026 la nuova versione del Libro di Tobia, un'opera dell'Antico Testamento. Il libro è descritto come una narrazione breve e semplice, scritta in un registro di ironia e leggerezza, che ruota attorno alla malattia di Tobit e alle vicissitudini che portano al matrimonio di suo figlio Tobia, mediato dall'azione divina.
Secondo gli specialisti, il libro sarebbe stato composto tra il III e il II secolo a.C., prima della rivolta dei Maccabei. La lingua originale è stata "molto probabilmente" l'aramaico. La figura di Tobit è presentata come il modello del giudeo osservante, che rischia la propria vita e il benessere della propria famiglia per fare il bene, simboleggiando la sofferenza dei giusti e il problema della retribuzione.
Il Libro di Tobia appartiene all'insieme dei libri deuterocanonici, è assente dal canone ebraico ed è giunto alla tradizione cristiana tramite la sua inclusione nei LXX, adottata dalla Chiesa primitiva. Questa questione è stata risolta nei Concili di Ippona (393), Cartagine (397) e Firenze (1442), e confermata dal Concilio di Trento (1546).
La traduzione provvisoria del libro è disponibile per il download sul sito della Conferenza Episcopale Portoghese. La CEP informa che i commenti devono essere inviati a [email protected]. Dall'agosto 2021, un nuovo libro della Bibbia viene reso disponibile mensilmente in formato digitale, con il primo volume presentato nel marzo 2019.




