L'autrice Ana Alexandra Resende è partita per un viaggio attraverso il Portogallo con l'intenzione di mantenere una dieta, ma ha ceduto alle tentazioni gastronomiche in ogni regione che ha visitato. Ha iniziato da Tomar, dove ha trovato un "magnifico prosciutto" che l'ha fatta capitolare, seguita da Belmonte con una morcella che l'ha commossa fino alle lacrime, e poi Vila Viçosa con i suoi insaccati. Da lì in poi, ha abbandonato ogni pretesa di controllo alimentare e ha iniziato a guardare la Storia del Portogallo in modo diverso.
L'autrice presenta una teoria umoristica su ciò che considera la vera arma segreta del Portogallo nei secoli. Immagina eserciti invasori che, arrivando in territorio portoghese, venivano accolti con pane, formaggio, insaccati fatti in casa, olio d'oliva e un'ospitalità insistente a tavola.




