Nel 2025, 5,9 miliardi di articoli di basso valore sono entrati nell'Unione Europea, con più del 90% provenienti dalla Cina. In Portogallo, il valore di queste importazioni è cresciuto del 227% tra il 2022 e il 2025. Da luglio, l'UE ha iniziato ad applicare un diritto doganale fisso di 3 euro per categoria di prodotto negli ordini fino a 150 euro. La misura può essere difendibile per prodotti non sicuri e volumi difficili da fiscalizzare, ma l'articolo sostiene che la protezione del consumatore non deve servire come spiegazione conveniente per la perdita di competitività europea.
L'articolo mette in discussione la narrativa secondo cui la Cina starebbe "spremendo" altre economie. Nell'industria dell'abbigliamento, i salari cinesi sono già cinque volte quelli del Bangladesh e quattro volte quelli dell'India, ma la Cina rimane competitiva perché il salario è solo una parte del costo totale. Produttività, automazione, infrastrutture, logistica, piattaforme digitali e risposte rapide compongono un ecosistema che non si riproduce facilmente. Inoltre, le catene globali non sono solo sostitutive, dal momento che tessuti, macchinari e componenti cinesi alimentano fabbriche in altri paesi.
L'articolo riconosce che sussidi, sicurezza dei prodotti e reciprocità richiedono rigore, ma afferma che la competitività non può essere riclassificata




