L'Associazione Sindacale dei Professionisti della Polizia (ASPP/PSP) ha annunciato che riunirà la sua direzione il 10 settembre per definire nuove proteste a livello nazionale contro la mancanza di risposte da parte del Governo. Il presidente dell'ASPP/PSP, Paulo Santos, ha evidenziato che esistono "problemi evidenti nella polizia", tra cui stazioni prive di risorse, assenza di auto di pattuglia e assenza di polizia di prossimità, senza escludere la possibilità che i poliziotti tornino "a uscire per le strade" per "una polizia democratica al servizio della popolazione".
La struttura sindacale ha criticato la mancanza di risposta del Ministero dell'Amministrazione Interna, riferendo che la tutela ha annullato riunioni negoziali che erano già programmate e che erano state date per garantite dal Governo nel 2024. L'ASPP/PSP attribuisce responsabilità al Governo e ai partiti con responsabilità di governo, accusandoli di "disinvestimento nella PSP" per incompetenza o per "sottovalutazione rispetto alle mutazioni sociali, funzionali e criminali", puntando anche direttamente al primo ministro per quello che considera "l'inadempimento della parola, dell'impegno e dell'accordo stipulato".
La direzione nazionale della PSP è stata ugualmente presa di mira nel comunicato, venendo accusata di "allineamento totale con gli errori governativi" e di rivelare "totale incapacità di dimostrare l'errore delle cattive scelte", anche su materie di propria competenza. Anche gli amministratori locali sono stati criticati dall'organizzazione sindacale, che ritiene che alcuni responsabili comunali "ora rivendicano politiche pubbliche e personale", nonostante abbiano sponsorizzato politiche che "hanno privato la PSP della capacità operativa".
Di fronte allo scenario attuale, l'ASPP/PSP chiede il rafforzamento dell'organico della PSP per permettere un modello preventivo e di prossimità, "una reale valorizzazione retributiva e dignificazione delle carriere", così come "una reale ed effettiva consultazione, negoziazione sindacale e attuazione di misure strutturali". L'associazione condanna inoltre quello che considera "propaganda" e "l'adulterazione e l'occultamento della realtà".




