Dopo tre mesi consecutivi di deficit, i conti pubblici portoghesi sono tornati in territorio positivo a luglio, con un saldo accumulato di 282 milioni di euro. Questo risultato rappresenta, tuttavia, una riduzione di oltre due miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2024, quando l'eccedenza delle Amministrazioni Pubbliche ascendeva a 2,3 miliardi di euro. Il deterioramento è dovuto, in larga misura, al calo del saldo dell'Amministrazione Centrale, che è sceso di 3,5 miliardi di euro.
La Previdenza sociale ha presentato un'eccedenza di 4,42 miliardi di euro nei primi sette mesi, 1,2 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'Amministrazione Locale ha visto il suo saldo aumentare di 198 milioni, raggiungendo 941,5 milioni di euro, mentre l'Amministrazione Regionale ha migliorato il risultato di 62 milioni, passando ad avere un'eccedenza di 6,2 milioni di euro.
L'evoluzione dei conti è stata contrassegnata da una crescita della spesa del 10,6%, superiore all'aumento del 7,4% delle entrate. Le regolarizzazioni di debiti scaduti del Servizio Sanitario Nazionale hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro fino a luglio, molto al di sopra dei 166,7 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno scorso. Senza questo effetto, l'eccedenza sarebbe ascesa a 1,7 miliardi di euro. Tra le entrate, si distinguono l'IVA con una crescita del 6,8%, l'IRS con il 5,7% e l'IMI con il 22,7%, mentre l'IRC è sceso del 2,4%.
Gli investimenti pubblici sono cresciuti del 40,4%, trainati dai progetti delle istituzioni di istruzione superiore finanziati dal PRR, dai pagamenti delle CP per l'acquisizione di materiale rotabile ferroviario e dagli investimenti degli enti locali in materia di abitazione. Senza gli oneri relativi alle partnership pubblico-private, gli investimenti sarebbero cresciuti del 51%. Il saldo primario, che esclude gli oneri per interessi, si è fissato a 5,3 miliardi di euro, 1,6 miliardi in meno rispetto all'anno precedente.




